E primarie siano
Nonostante tutto quello che è stato fatto, a cominciare da un percorso interminabile per definire le candidature, le primarie del Partito democratico restano uno dei fatti politici più innovativi che la vita italiana abbia registrato da molti anni. Un grande partito, che ha la responsabilità oggettiva di guidare l’opposizione in un sistema bipolare, sceglie il suo leader chiamando a pronunciarsi tutti i suoi elettori che intendono partecipare alla consultazione.

Nonostante tutto quello che è stato fatto, a cominciare da un percorso interminabile per definire le candidature, le primarie del Partito democratico restano uno dei fatti politici più innovativi che la vita italiana abbia registrato da molti anni. Un grande partito, che ha la responsabilità oggettiva di guidare l’opposizione in un sistema bipolare, sceglie il suo leader (che sarà poi, quando si svolgeranno le elezioni parlamentari, anche il candidato favorito per guidare il governo) chiamando a pronunciarsi tutti i suoi elettori che intendono partecipare alla consultazione. La scelta, questa volta, è una scelta vera, nella quale il segretario uscente può essere sostituito, il candidato che ha ottenuto più consensi può veder ribaltare il risultato, perfino il terzo, nonostante un’impostazione oggettivamente minoritaria, potrebbe ottenere un consenso inatteso. Si tratta di una battaglia politica nella quale ognuno si è esposto alle critiche degli avversari, ha proposto una linea, ha criticato quella altrui. Questo è quel che conta. E’ inutile dire che si poteva far meglio, che le pastoie di un regolamento cervellotico hanno talmente diluito la prima fase congressuale da renderla ripetitiva e noiosa, che le opzioni proposte dai candidati avrebbero potuto essere più chiare.
Però il fatto resta, e deve essere osservato e studiato bene da alleati e avversari. La legittimità che il segretario democratico otterrà da una competizione aperta in cui ha deciso il giudizio di un gran numero di elettori sarà un dato rilevante del panorama politico, del quale nessuno potrà non tener conto.
Però il fatto resta, e deve essere osservato e studiato bene da alleati e avversari. La legittimità che il segretario democratico otterrà da una competizione aperta in cui ha deciso il giudizio di un gran numero di elettori sarà un dato rilevante del panorama politico, del quale nessuno potrà non tener conto.